Nell'epoca del trionfo di una neo-lingua economica, intrisa di termini come spread, derivati, default, dai significati oscuri e complessi, il manufatto artistico resta ancora il documento e il linguaggio più credibile per descrivere il pensiero, la cultura, il gusto di un popolo, un periodo storico, una corrente filosofica.
IL CAPITALE DI PHILIPPE DAVERIO - da domenica 8 gennaio, Rai 3 - ore 13.20
Si chiama Il Capitale di Philippe Daverio ed è il nuovo programma di arte e cultura ideato e condotto dallo storico dell'arte e prodotto da Vittoria Cappelli, in onda su Raitre tutte le domeniche alle 13.20 a partire dall'8 gennaio 2012. Venticinque appuntamenti fino a giugno realizzati come una sorta di inchiesta sul patrimonio umano e culturale disseminato per il mondo, per i quali Daverio ha scelto un titolo emblematico che gioca sulla contrapposizione tra capitale monetario e capitale umano. "Il vero Capitale è un capitale umano", spiega l'antropologo dell'arte di origine alsaziana. Nell'epoca del trionfo di una neo-lingua economica, intrisa di termini come spread, derivati, default, dai significati oscuri e complessi, il manufatto artistico resta ancora il documento e il linguaggio più credibile per descrivere il pensiero, la cultura, il gusto di un popolo, un periodo storico, una corrente filosofica. "L'eredità culturale - aggiunge Daverio - è il capitale maggiore che abbiamo, soprattutto in Italia, ed è fatta non solo da cose, ma anche da modi di utilizzare queste cose, da saperi. Anche la moneta per essere credibile deve rivestirsi con un segnale di cultura". Non a caso, il capitale valutario, nel perpetuo inseguimento di una sua legittimazione, inserisce nelle monete e banconote di tutto il mondo immagini di artisti, intellettuali, personaggi storici e opere d'arte, sovrapponendo così il valore finanziario con il valore culturale. Il Capitale di Philippe Daverio, a partire dalla sigla d'apertura e poi nell'ironica scenografia dello studio, espone una rassegna di queste opere d'arte e protagonisti della cultura stampati sulle banconote. L'intento è quello di sancire la superiorità e la stabilità del capitale umano: "Il danaro ricorre alla cultura per rendersi credibile. Ed è di questa credibilità che ci occupiamo noi perché accanto al capitale economico, e soprattutto dopo aver scoperto con quale facilità implode, esiste il patrimonio della creatività, che come quello finanziario fluttua costantemente, cresce e decresce, ma non affonda mai". Per Daverio la cultura è una parte importante della storia dell'economia, "la critica d'arte si occupa del bello e del brutto, noi nel nuovo programma ci interessiamo di antropologia culturale, delle abitudini e del patrimonio delle tribù che abitano il globo, concedendoci accenni di economia un po' ironici, ma tendenzialmente pertinenti". Squadra che vince non si cambia, così il programma mantiene intatto il team che ha condotto al successo per dieci anni Passepartout. Non cambiano infatti la produzione (Vittoria Cappelli srl), la regia di Mauro Raponi, la redazione composta da storici ed esperti d'arte in grado di assistere Philippe Daverio nel lavoro di preparazione e scrittura di tutte le puntate, la fascia oraria e collocazione in palinsesto.


Il capitale di Philippe Daverio
un programma di e con Philippe Daverio, produzione Vittoria Cappelli
regia di Mauro Raponi

Rai 3 Il Fatto quotidiano
La Repubblica (7.1.12) Il Messaggero
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IL CAPITALE - PUNTATA 1