Nell'epoca del trionfo di una neo-lingua economica, intrisa di termini come spread, derivati, default, dai significati oscuri e complessi, il manufatto artistico resta ancora il documento e il linguaggio più credibile per descrivere il pensiero, la cultura, il gusto di un popolo, un periodo storico, una corrente filosofica.
IL CAPITALE DI PHILIPPE DAVERIO
# 4: LA CINA SINCRETICA
domenica 29 gennaio, Rai 3 - ore 13.20
Quarto appuntamento con "Il capitale di Philippe Daverio", la nuova trasmissione d'arte e cultura di Rai 3, realizzata in collaborazione con Rai 5, ideata, scritta e condotta da Philippe Daverio e prodotta da Vittoria Cappelli, in onda tutte le domeniche alle 13.20. Con questa puntata si chiude il miniciclo in 3 episodi dedicato interamente alla Cina. Nel primo di questi appuntamenti si era parlato della Cina del presente e del futuro, a margine della spettacolare edizione dell'Expo 2010 organizzata a Shanghai; protagonista della scorsa settimana è stata invece la capitale, Pechino, e il suo sviluppo sospeso tra tradizione e modernità; questa volta si guarda soprattutto all'indietro, mettendo in luce le implicazioni e le eredità del passato storico cinese sull'attualità del grande paese d'Oriente. La Cina è infatti oggi in un momento di riscoperta del suo passato e radici storiche, dopo aver vissuto un periodo piuttosto recente in cui c'è stato un tentativo di annullarlo. Il fenomeno in corso va verso una direzione diametralmente opposta, in una sorta di controrivoluzione culturale, dove il nuovo viene reso subito antico ed è utilizzato per cancellare le tracce di un passato prossimo già obsoleto. La storia della Cina è costellata da una significativa sequenza di ultimi imperatori, quelli delle dinastie dei Ming e dei Qing, fino a Pu Yi, la cui vicenda è al centro della narrazione del del celebre film di Bertolucci, intitolato "L'ultimo imperatore". Nel mezzo e nel mentre una serie di eventi, con l'ingresso in Cina degli occidentali, le guerre dell'oppio, la ribellione dei boxer. Proprio a seguito della partecipazione italiana all'intervento militare internazionale contro i boxer ribelli, l'Italia poté usufruire di una concessione territoriale nella città di Tientsin, che conservò dal 1901 al 1947. In questo luogo si respira un'aria architettonica incredibilmente italiana, dal gusto liberty di alcune palazzine alle citazioni dechirichiane nelle piazze, fino ad assimilare persino le tendenze del nostro postmoderno nelle costruzioni successive più legate all'attualità. La stessa sensazione si ripete negli altri luoghi della città che riflettono le concessioni ad altre nazioni, con la zona francese che sa di Francia, quella russa che appare piuttosto sovietica, etc.; e ciò che proviene dalla tradizione autoctona locale, anche se talvolta totalmente ricostruito, risulta assolutamente autentico e profondamente cinese. Tientsin sembra quindi essere immersa in un mondo cosmopolita e sincretico, difficilmente riscontrabile altrove, dove la tradizione sta ritornando in vita mediante la modernità, riassegnando alla città una sua precisa identità, che passa anche attraverso la riconquista e la riscoperta del suo passato.


Il capitale di Philippe Daverio - puntata # 4
un programma di e con Philippe Daverio, produzione Vittoria Cappelli
regia di Mauro Raponi



#3 - LA CINA SINTETICA